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09/11/2014

A come Alice

Alice ama essere inglese. Sorride. Forse, perché non sa cosa dire o di cosa parlare o, magari, è stata colta alla sprovvista dalle mie domande. I capelli biondi le contornano il viso, adesso rosso per l'imbarazzo, prima di perdersi tra i suoi pensieri.
"Dunque..." ha esordito improvvisamente "Mi piace la nostra storia, la libertà che abbiamo, il nostro essere un 'calderone di etnie' ".
Alice pensa che ciò che la gente chiama differenze, non dovrebbero essere considerate come tali. A dire il vero,  si dissocia completamente da tutti quegli stereotipi inventati dalla gente e diretti verso i più svariati gruppi etnici. 
Alice, afferma di essere una sostenitrice del 'multiculturalismo'.
Ciò di cui si lamenta, riguarda il fatto che "i telegiornali non parlano di ciò che di positivo abbiamo qui in Inghilterra. Piuttosto, parlano solo di ciò che negativo accade." Un esempio? "Noi ci occupiamo molto di beneficenza. Ci sono tante cose che facciamo anche nel quotidiano. Credo sia un modo di pensare", afferma.
Infatti, Alice ha fatto volontariato nel centro giovani della sua città, ha trascorso qualche settimana in Kenya insegnando inglese e lavorato in un orfanotrofio in Marocco.
Non appartiene certamente a quelle persone che ritengono che culture diverse non possano essere considerate come una. Alice supporta un sistema basato sull'uguaglianza, in cui tutti possano gustare un pezzo della magnifica e saporita torta che è il nostro mondo. Per far sì che questo avvenga, dobbiamo farlo insieme. In ogni momento.



-C.L.


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